Ore 13:00, via di Novoli, 39 gradi sotto un sole che brucia come una fornace e
nemmeno lo straccio di un pò di ombra.
Mi ostino oramai in preda ad un raptus, dovuto sicuramente ad un principio
di colpo di sole, a pigiare il pulsante per l’attraversamento.
Una signora, di circa settant’anni, curva sotto il peso dei sacchetti della spesa,
mi guarda, implorandomi di mettere fine alla sua agonia,
io la incoraggio dicendole che il rosso non può durare in eterno.
Riesce a malapena a sorridermi e scuotendo la testa borbotta: << beata illusione >>,
cercando di non svenire.
Oramai mi sto rassegnando anche io all’idea di morire li, davanti Euronics,
accanto ad un enorme manifesto pubblicitario dove un condizionatore promette aria fresca,
anche a passeggio. Ironia della sorte o gran presa per i fondelli?
Il piccolo gruppo si è fatto oramai una folla, sudata, inferocita e pronta a tutto.
…. Oh misere anime dannate,
in attesa di raggiungere l’agognata opposta sponda,
qual pena è la vostra attesa!
e quali sofferenze ancora recherà con se.
Degne non siete di goder della ricompensa,
che attende ognuno alla fine del cammino.
Il destino vostro è di bruciar coscienti e indifese,
in questo fuoco che da sopra a sotto vi attraversa e si ricongiunge…..
Improvvisamente scatta il verde e con le poche forze che ci sono rimaste cerchiamo di correre,
perchè a metà del viale il semaforo è già arancione e le macchine minacciose ringhiano, pronte a scattare.
L’ anziana signora perde terreno e per alleggerire la sua andatura tenta di abbandonare i sacchetti,
allora mi fermo, torno indietro, le strappo le buste di mano e nel frastuono dei clacson riusciamo a metterci in salvo.
Grazie a tutti voi che di questo e altro siete artefici e responsabili,
dio vi benedica e vi faccia gioire di queste e molte altre meravigliose
e lunghe attese, nell’attraversamento della vostra vita.
